24 – Catzilla

Ho sempre desiderato avere un uccello multifunzione con il quale dominare il mondo. Della lunghezza regolabile tra poche decine di cm e centinaia di metri, per poter rispettivamente malmenare i malcapitati o distruggere interi palazzi; dotato del giusto grado di nerbo ed elasticità, per potermi avvantaggiare di un micidiale effetto frusta; prensile, per poter sradicare alberi e pali e scaraventarli lontano o usarli come armi.
Sono le 6:38 del mattino e sono appena uscito di casa. Mi trovo davanti un’orribile distesa di case, costruite apparentemente senza il minimo criterio di decoro urbanistico. Finestre che si aprono nella proprietà del vicino oppure a un palmo da un muro. Facciate di dubbio gusto. Case che sembrano vespasiani. Se avessi un pisello di 300 metri, potrei buttare giù tutto in un colpo solo. Poi, con un salto con l’asta, arriverei alla stazione in 3 secondi anziché 10 minuti.
Salito sul treno, lo userei per abbattere i compagni di carrozza come birilli per poi continuare il viaggio seduto comodamente. Sceso alla mia affollatissima stazione, il pisello immaginario si trasforma in un lanciafiamme che si scarica violento su tutti quelli che intralciano il mio cammino, carbonizzandoli all’istante. Poi continuo l’opera in azienda, usandolo come un boa per strangolare e ingoiare quel vecchio tirchio del presidente, passare poi a quell’odiosa di sua figlia e infine scendere al secondo piano, dove termino l’opera con un trattamento speciale alla cinesina nuova arrivata.

Salto con l’asta

* * *

Con un salto con l’asta siamo dunque arrivati alla stazione. Certo, si potrebbe allungare l’asta fino a 20km e arrivare direttamente in ufficio, ma sarebbe un peccato rinunciare a quella parte di vita quotidiana così ricca di episodi che si svolge in treno.

La morte del capo
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