25 – Sopravvivenza ferroviaria

Prima di parlare dei comportamenti sociali degli animali da treno apriamo una piccola parentesi tecnica. Mi scuso in anticipo se per alcuni sarà un po’ noiosa.

Sappiamo bene che appropriarsi di un posto in un treno affollato è un’impresa ardua, e affidarsi alla sola fortuna non è quasi mai sufficiente.
Pertanto ogni animale ferroviario sviluppa le proprie tecniche personali, e ovviamente anch’io ho le mie. Nel precedente blog ne avevo accennato una sola e mi ero ripromesso di rivelare le altre. Ora, dopo tanto tempo, eccole finalmente pubblicate.

Tecnica n.1- Inserimento semplice
Posizione di partenza: di fronte al posto ambito, temporaneamente occupato, si trova una persona, che sarà la nostra vittima. Noi siamo al suo fianco, supponiamo alla sua destra.
Il nostro piede sinistro sarà quasi a contatto con il suo piede destro, in modo che la vittima non possa spostarsi verso di noi ma solo allontanarsi. Il piede d’appoggio è necessariamente il piede sinistro. Se la vittima sposta il piede destro, noi sposteremo il nostro piede sinistro in modo che i piedi siano sempre a contatto. Gli scossoni, le accelerate e le frenate del treno favoriranno questo processo. La vittima si troverà alla fine in una situazione di equilibrio precario e sarà costretta a spostarsi. Tutto sarà fatto nella massima discrezione e fingendo di essere stati spinti a nostra volta: non è difficile, in un treno affollato.
Nel frattempo, il corpo sarà fermo ma la posizione sarà tale da mostrare al temporaneo occupante del posto il percorso che vogliamo che prenda nel dirigersi verso l’uscita. Ogni altro percorso possibile dovrà essere accuratamente nascosto. Il percorso da prendere sarà quello che nel momento in cui si alza lo obbligherà a spingerci leggermente verso la nostra vittima. Questa spinta, trasmessa con le anche contro la nostra vittima già in equilibrio precario, è in genere sufficiente a spostarla di quel tanto che basta a posizionarci quasi di fronte al posto libero.
Ora possiamo decidere se occupare spudoratamente il posto, o ancor meglio fingere di esitare quasi per invitare la vittima a sedersi. Questi non si siederà per timidezza, e dopo qualche secondo, con l’aria dei bambini innocenti, possiamo appropriarci a pieno titolo del posto.
Se si sviluppano adeguatamente le tecniche delle mani, dei piedi, del gomito, le finte del corpo, tecniche marziali di radicamento, fondamenti di ipnosi e una buona dose di cinismo, la probabilità di successo è molto alta. Inoltre, non solo il posto di fronte alla vittima, ma anche quello originariamente di fronte a noi, è facilmente controllabile nel caso dovesse liberarsi prima del previsto.
(Difficoltà: ★★☆☆)

Tecnica n.2- Inserimento a 45 gradi con semirotazione
Posizione di partenza: di fronte al confine tra due posti a sedere, aggrappati a una maniglia.
Supponiamo che si stia per liberare il posto alla nostra diagonale sinistra. Spostiamo il peso del corpo sul piede sinistro. Il tallone del piede destro viene posizionato 10 cm a sinistra del piede sinistro. Mentre il passeggero si sta alzando, eseguiamo una rotazione di 180 gradi usando il tallone destro come asse, mentre la maniglia ci aiuta a mantenere l’equilibrio. Gradualmente il peso del corpo si sposta sul piede destro. Il nostro movimento sarà tale che il passeggero che si sta alzando nasconderà al nostro competitore (quello che desidera sedersi nel nostro posto) la vista di quello che stiamo facendo, in modo che egli si renda conto che il posto gli è stato fregato solo quando ormai siamo seduti.
(Difficoltà: ★★★☆)

Tecnica n.3- Teletrasporto
Non mi è mai riuscita, ma esiste. Ne sono stato testimone il giorno in cui una cinese mi soffiò il posto quando avevo già quasi completato un inserimento a 45 gradi.
(Difficoltà: ★★★★)

Tecnica n.4- Mnemonica
Consiste nel memorizzare le persone che salgono sullo stesso treno alla stessa ora e che scendono prima di noi. Ovviamente è possibile solamente nel treno della mattina. Pare che sia una tecnica molto popolare anche tra i giapponesi, purtroppo applicata anche dal merdoso pachiderma che sale due stazioni prima che io scenda e mi si piazza davanti, soffocandomi con il suo enorme ventre e sventolandomi la gazzetta in faccia. E che ci posso fare, sono straniero e facilmente riconoscibile.
Io invece per aiutarmi a ricordare devo associare alle varie persone un soprannome:
Inomata (dal mio ex collega che gli somiglia)
Pietro Gambadilegno (la somiglianza è sorprendente)
Spilunga Joe (non so perché gli ho messo questo nome)
e così via.
Non ho una buona memoria, ma poiché i passeggeri del treno non vedono di buon occhio gli stranieri che gli fregano il posto, la tecnica mnemonica è la migliore in assoluto per la sua discrezione.
(Difficoltà: ★★★☆)

Il pachiderma di Kamata
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