26 – Il posto H

Un giorno aspettavo il treno alla stazione di capolinea ed ero il primo della fila. Il treno arrivò, si aprirono le porte, entrai per primo nel treno vuoto e mi diressi con calma verso il posto a sedere più vicino. Poi, facendo per sedermi, probabilmente dovevo essermi spostato leggermente dall’asse del posto, e prima di potermi accomodare una persona mi sgattaiolò dietro per sedersi nel posto che avevo scelto io. Ma come, con tutti i posti liberi che ci sono fuori dalle balle, ti devi sedere proprio nel mio posto?
Poi ho scoperto che per molte persone, i posti a sedere che a me sembravano tutti uguali in realtà non lo sono. Alcuni sono molto più ambiti degli altri, tanto che a volte per il loro possesso scoppiano delle liti.
Stiamo parlando dei sedili all’estremità della fila, e li chiameremo posti H. “H” come “Hot”, cioè caldo, ambìto, popolare.
In un treno vuoto questi posti sono sempre i primi a essere occupati. Quando si liberano, chi era seduto nel posto vicino non esita a trasferirsi con un movimento laterale a granchio, liberando il suo precedente posticino con un effetto simile al gioco del quindici. All’apertura delle porte, la gente che sale fa le gare di corsa dentro il treno per sedersi in un posto H lasciato eventualmente libero.

La ragione per cui questi sedili sono così ambiti è misteriosa. Si può pensare alla convenienza di stare seduti vicini all’uscita, ma anche i posti all’estremità del vagone, pur essendo lontani dall’uscita, sono altrettanto ambiti. L’ipotesi più accreditata è quella del piacere di non avere altre persone almeno da un lato. Ma anche qui c’è qualcosa che non convince.
Se accanto a te si siede un ciccione, questo ti schiaccerà contro la bassa parete divisoria che separa il posto dall’uscita; in qualunque altro posto puoi sempre distribuire la pressione sugli altri passeggeri.
Poi c’è sempre qualcuno appoggiato alla suddetta parete e può dare fastidio, soprattutto se puzza, se ha uno zaino o se sporge molto la schiena verso l’interno: in genere, almeno una delle tre cose è sempre vera.
Inoltre, se ci sono passeggeri in piedi, questi ultimi ambiscono al posto H e quindi ci si appostano davanti nell’attesa che si liberi, coprendo la visuale.
Dove sono allora tutti questi vantaggi?

E’ lecito avere delle preferenze, per carità.
Ma è normale che ci siano delle persone che se non si siedono lì preferiscono restare in piedi anche se sono liberi tutti gli altri posti? No, eppure ce ne sono tante. O sono deficienti, oppure questo posto H è qualcosa che trascende l’umana comprensione.
E io che cosa c’entro in tutto questo? Perché io stesso, quando possibile, mi siedo nel posto H?
Per dispetto, ovviamente. Il gusto di sottrarre a qualcuno il suo posto preferito non ha prezzo. Se poi riesco a fregare il posto H a qualcuno e poi noto che quello rimane in piedi invece di sedersi in un altro posto libero, il godimento raddoppia.

Il posto H
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12 thoughts on “26 – Il posto H”

  1. Giuste osservazioni Luca, pero' ho notato che ci si siede anche gente molto sveglia.Secondo me alcune persone ci si siedono proprio per quello che dici tu, altri per una sensazione di riservatezza e altri per una specie di superstizione scaturita dall'aver notato che quello e' il posto piu' ambito: "se ci si vogliono sedere ci sara' un motivo". Infatti il secondo posto ambito dopo il posto H e' quello vicino a un palo, dove non si puo' ne' sonnecchiare ne' diminuire la probabilita' di diventare un cuscino. Quel palo e' assolutamente ininfluente, non lo toccano mai quando ci sono seduti vicino, pero' c'e' e gli da' quella sensazione di irrazionale di sicurezza.Tutto puo' essere spiegabile, quello che non mi spiego sono quelli che o si siedono li' o rimangono in piedi. Ce ne sono tantissimi.

  2. Anch'io ho notato questa cosa. E anch'io preferisco il posto H, in genere, perche' mi piace non avere nessuno da una parte. Bisogna anche dire che il post H e' freddissimo d'inverno quando le porte si aprono, soprattutto nei treni che fermano ogni 2 secondi.In treni tipo Yamanote poi il posto in mezzo e' il meno ambito, forse perche' non ha i pali accanto che fanno da barriera divisoria? Molte volte vedo che proprio li lasciano liberi… boh.Bisogna dire che i miei treni non sono molto affollati, mi siedo quasi sempre sia all'andata che al ritorno. Comunque in generale me ne sbatto. La cosa che mi infastidisce di piu' e' quando i vecchi non si vogliono sedere di fianco al gaijin (me, in questo caso) e pur di far questo si piazzano di fronte al posto H (ostruendone l'accesso) e aspettano che io mi alzi. Bah.

  3. @Albino:Grazie per il commento. Verissimo il discorso del freddo d'inverno. In estate, al contrario, la parete funge da dissipatore di calore e puo' anche essere piacevole. Sul discorso stranieri, proprio oggi al ritorno sono salito sul treno dove tutti i posti erano occupati tranne uno, e c'erano diverse persone in piedi tra cui un certo signore. Vicino al posto libero guarda caso c'era seduto un uomo di colore, un signore distinto e pulito. Mi sono seduto ovviamente nel posto libero, e dopo qualche stazione si e' liberato un posto H e il signore che stava in piedi si e' seduto (posto H e lontano dal negro, due piccioni con una fava). Cosa dobbiamo pensare?

  4. L'avevo gia' raccontata a Luca: quella della vecchia idrofoba, la creatura piu' temibile alla caccia del posto a sedere…PS C'entra una mazza col post ma lo scrivo lo stesso.Con google reader si leggono i post indietro fino al n.16…. Mi e' capitato anche dalla dashboard di vedere dei post non ancora pubblicati su questo e altri blog.E' successo a qualcunaltro o sono le doti paranormali del mio profilo blogger?LOL

  5. Eh gia’, i dormiglioni sono davvero uno strazio. Ne parlero’ la prossima volta 🙂
    Pero’ avrete notato che, soprattutto questi giorni di caldo, il fastidio che arreca chi si appoggia alla parete con la schiena sudata e puzzolente non ha nulla da invidiare a un dormiglione!

  6. Oh Sommo SirDic….. XD

    ma il posto H e’ forse via preferenziale per il punto G?

    (visto il titolo c’era il dovere morale di dirlo)

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